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Voucher Doppia Transizione 2026: contributi fino a 8.000 euro per le imprese delle Marche

La Camera di Commercio delle Marche, attraverso il Punto Impresa Digitale, prevede per il 2026 una misura destinata a sostenere i percorsi di digitalizzazione, innovazione e sostenibilità delle micro, piccole e medie imprese regionali.

Il Bando Voucher Doppia Transizione mette a disposizione una dotazione finanziaria complessiva di 1,5 milioni di euro e finanzia progetti che comprendono l’acquisto di tecnologie avanzate, servizi di consulenza, servizi di certificazione e attività formative. L’agevolazione viene concessa sotto forma di contributo a fondo perduto, con un’intensità variabile in funzione della dimensione dell’impresa.

Gli obiettivi del Bando Doppia Transizione

La misura intende accompagnare le imprese marchigiane nell’adozione di soluzioni coerenti con la doppia transizione digitale ed ecologica. Il sostegno è rivolto sia all’introduzione di nuove tecnologie sia allo sviluppo delle competenze necessarie per utilizzarle e integrarle efficacemente nei processi aziendali.

I progetti finanziati dovranno contribuire al rafforzamento della competitività, della resilienza e della capacità innovativa delle imprese. La componente digitale potrà essere collegata alla gestione dei processi, all’analisi dei dati, alla sicurezza informatica, all’automazione e all’intelligenza artificiale. La componente ambientale potrà invece riguardare l’efficienza energetica, la misurazione delle prestazioni ESG, l’economia circolare, la rendicontazione di sostenibilità e l’adozione di sistemi di gestione certificati.

Quali imprese possono richiedere il voucher

Possono accedere all’agevolazione le micro, piccole e medie imprese con sede legale o unità locale nella Regione Marche. L’impresa deve risultare iscritta e attiva nel Registro delle Imprese e deve mantenere i requisiti richiesti dal momento della presentazione della domanda fino alla liquidazione del contributo.

È inoltre necessario essere in regola con il pagamento del diritto annuale camerale, con gli obblighi contributivi e con gli adempimenti previdenziali, assistenziali e assicurativi. L’impresa deve trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non deve essere sottoposta a procedure liquidatorie e non deve essere destinataria di sanzioni che comportino il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione.

Il testo del bando richiede anche l’assolvimento dell’obbligo di stipula delle polizze assicurative contro i danni derivanti da eventi catastrofali. I requisiti devono permanere fino alla fase di erogazione del voucher.

Non possono partecipare più imprese appartenenti alla medesima “impresa unica”. Qualora siano trasmesse più domande riconducibili allo stesso perimetro, viene considerata ammissibile soltanto quella presentata per prima. Sono inoltre escluse le imprese alle quali sia già stato concesso dalla Camera di Commercio delle Marche il Voucher Digitale Impresa 5.0 richiamato dal bando.

Ogni impresa può presentare una sola domanda di contributo.

Quanto finanzia il Voucher Doppia Transizione 2026

Per le micro e piccole imprese il contributo copre il 70% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 8.000 euro.

Per le medie imprese l’intensità dell’agevolazione è pari al 50% delle spese ammissibili, con un contributo massimo di 6.000 euro.

Il progetto deve prevedere un investimento minimo ammissibile di 3.000 euro. Alle imprese in possesso del rating di legalità è riconosciuta una premialità aggiuntiva di 200 euro, nel rispetto dei massimali previsti dal regime “de minimis”.

Il contributo viene liquidato con l’applicazione della ritenuta d’acconto del 4%, quando dovuta. La Camera di Commercio può incrementare la dotazione finanziaria, rifinanziare il bando, chiudere anticipatamente lo sportello in caso di esaurimento delle risorse oppure riaprire i termini nel caso in cui i fondi non siano interamente utilizzati.

Le tecnologie finanziabili

Il bando sostiene l’acquisto di tecnologie funzionali alla trasformazione digitale dei processi aziendali. Tra gli interventi ammessi rientrano la manifattura additiva e la stampa 3D, i servizi cloud, fog e quantum computing, le soluzioni di cybersecurity e business continuity, l’intelligenza artificiale, le infrastrutture per il calcolo ad alte prestazioni, la robotica avanzata e collaborativa, i sistemi di big data e analytics e le applicazioni blockchain.

Sono finanziabili anche le soluzioni di realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzione 3D, i sistemi Internet of Things, la sensoristica interconnessa e le piattaforme per la gestione integrata dei processi aziendali. In questa categoria possono rientrare, a titolo esemplificativo, sistemi ERP, MES, PLM, SCM, Property Management System, tecnologie RFID, barcode e strumenti di tracciamento.

Il contributo può inoltre sostenere sistemi CRM, soluzioni fintech, sistemi di geolocalizzazione e tecnologie per migliorare l’esperienza del cliente nei punti vendita.

Una parte rilevante della misura è dedicata alle tecnologie digitali applicate alla sostenibilità. Sono quindi ammissibili strumenti per la gestione e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici, sistemi per l’analisi e la riduzione delle emissioni, piattaforme per l’analisi del ciclo di vita, soluzioni per la misurazione delle performance ESG e strumenti per la predisposizione della reportistica di sostenibilità.

Le consulenze ammissibili

Le imprese possono richiedere il contributo anche per servizi specialistici finalizzati alla progettazione e all’attuazione del percorso di doppia transizione.

In ambito digitale sono finanziabili le analisi della maturità digitale, gli audit, la predisposizione di piani di sviluppo digitale e la progettazione di interventi collegati alle tecnologie previste dal bando. Può essere agevolata anche l’acquisizione temporanea di un Innovation Manager.

In ambito energetico sono ammesse le diagnosi energetiche, le analisi delle forniture, la progettazione dei sistemi di raccolta e monitoraggio dei dati energetici, la predisposizione di piani di miglioramento e gli studi di fattibilità per interventi di efficienza energetica, riqualificazione e autoconsumo.

Il contributo può finanziare anche le attività progettuali necessarie alla costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili, comprese le analisi tecnico-economiche, la documentazione amministrativa e giuridica, il business plan e le spese di progettazione. È inoltre ammissibile l’acquisizione temporanea di un Energy Manager.

Rientrano tra gli interventi agevolabili i servizi per l’implementazione di sistemi di gestione dell’innovazione, della cybersecurity e dell’energia, nonché le consulenze finalizzate al rafforzamento delle prestazioni ambientali, sociali e di governance dell’impresa.

In questo ambito possono essere finanziate l’analisi iniziale ESG, la definizione dei rischi e degli indicatori di performance, la predisposizione di procedure interne, la definizione di piani di comunicazione e la redazione del report o del bilancio di sostenibilità.

Economia circolare, impronta ambientale e certificazioni

Il bando sostiene anche l’implementazione di strumenti di analisi e gestione dei prodotti e dei processi secondo i principi dell’economia circolare.

Sono comprese, tra le altre, l’analisi del ciclo di vita del prodotto, la Carbon Footprint di prodotto, la Carbon Footprint di organizzazione e la misurazione della circolarità. Possono essere agevolati anche i percorsi relativi alla gestione forestale e alla certificazione della catena di custodia, alle certificazioni dei materiali riciclati, all’Ecolabel e ai sistemi di gestione ambientale.

Tra gli interventi previsti rientra inoltre la predisposizione del passaporto digitale di prodotto, inteso come strumento per raccogliere, organizzare e rendere accessibili le informazioni relative alla tracciabilità, alla composizione e alle caratteristiche ambientali dei beni immessi sul mercato.

Sono finanziabili anche i costi delle verifiche svolte da organismi terzi accreditati per il conseguimento delle certificazioni. Rientrano in questa categoria le spese per l’Assurance della reportistica ESG o del bilancio di sostenibilità.

La formazione finanziabile

Le agevolazioni possono essere utilizzate per finanziare percorsi formativi destinati al titolare, ai rappresentanti legali, ai dipendenti e ai collaboratori con rapporto di lavoro subordinato o parasubordinato.

Il programma formativo deve essere chiaramente collegato alle finalità del progetto e deve consentire l’acquisizione di competenze digitali, ambientali o ESG.

Sono ammissibili anche i percorsi finalizzati al conseguimento di qualifiche professionali connesse all’innovazione e alla sostenibilità, come quelle di Innovation Manager, Innovation Specialist, Innovation Technician, Energy Manager ed Esperto in Gestione dell’Energia.

Quando il progetto comprende attività formative, il testo del bando prevede il ricorso a enti o soggetti qualificati e indica, per determinati percorsi, una durata non inferiore a 40 ore.

I requisiti dei fornitori

I fornitori non possono essere collegati o associati all’impresa richiedente e non possono coincidere con amministratori, soci o loro prossimi congiunti. Non sono ammesse neppure società nella cui compagine siano presenti amministratori o soci dell’impresa beneficiaria o loro congiunti.

Per i servizi di consulenza e formazione l’impresa deve rivolgersi ai soggetti qualificati individuati dal bando. Tra questi rientrano Competence Center, Digital Innovation Hub, European Digital Innovation Hub, centri di ricerca, università, incubatori certificati, acceleratori, FabLab, startup innovative, PMI innovative, centri di trasferimento tecnologico, organismi di ricerca, enti di formazione, EGE, ESCO e Innovation Manager certificati o iscritti negli elenchi richiamati dalla misura.

Possono essere utilizzati anche altri fornitori dotati di partita IVA, purché dimostrino di avere realizzato nell’ultimo triennio almeno tre attività analoghe per clienti diversi. L’esperienza deve essere attestata attraverso l’apposita autocertificazione prevista dal bando.

Ogni fornitore può partecipare a un massimo di dieci domande o progetti. Le domande eccedenti tale limite vengono considerate inammissibili secondo l’ordine cronologico di presentazione.

Il fornitore può essere sostituito durante la realizzazione del progetto, ma il cambio deve essere preventivamente motivato, comunicato tramite PEC e autorizzato dalla Camera di Commercio. La sostituzione non può modificare la natura dei servizi o gli obiettivi del progetto ammesso.

Quando sono ammissibili le spese

Le spese devono essere sostenute successivamente alla presentazione della domanda ed entro il termine previsto per la rendicontazione finale.

Il progetto deve essere concluso entro nove mesi dalla pubblicazione del provvedimento di concessione. La data esatta sarà comunicata in occasione della pubblicazione del provvedimento.

Sono ammissibili esclusivamente le spese documentate da fatture intestate all’impresa beneficiaria. Gli importi devono essere considerati al netto dell’IVA.

Le spese escluse

Non sono finanziabili le spese di trasporto, vitto e alloggio dei consulenti o dei partecipanti ai corsi. Sono esclusi i siti web aziendali, i computer, gli smartphone, i notebook, i tablet, le stampanti tradizionali e le altre tecnologie informatiche di base.

Non sono ammesse le attività di web advertising, SEO e SEM, né le consulenze fiscali, contabili, legali, commerciali o pubblicitarie riconducibili all’ordinaria gestione aziendale. Restano esclusi anche i servizi finalizzati al semplice adeguamento a obblighi normativi.

Non possono essere rendicontate le spese sostenute prima della domanda o dopo la conclusione del progetto, i beni e i servizi connessi all’amministrazione ordinaria, i rinnovi di licenze o abbonamenti già in uso, la manutenzione ordinaria, le imposte, le tasse, gli interessi passivi e i costi di comunicazione e marketing ordinario.

Non sono accettati pagamenti effettuati in contanti, mediante compensazioni, cessioni di beni o altre modalità che non consentano di verificare la completa tracciabilità finanziaria.

Regime di aiuto e cumulabilità

Il contributo è concesso in regime “de minimis” nel rispetto dei regolamenti europei applicabili al settore dell’impresa.

L’importo riconoscibile viene verificato considerando gli aiuti già ricevuti dall’impresa unica nel periodo di riferimento. Qualora il nuovo voucher comporti il superamento del massimale disponibile, il contributo viene ridotto nella misura necessaria al rispetto del limite.

Il voucher può essere cumulato con altre agevolazioni pubbliche sugli stessi costi, purché siano rispettate le intensità massime di aiuto previste dalla normativa. È inoltre ammesso il cumulo con misure fiscali di carattere generale che non costituiscono aiuti di Stato, entro il limite complessivo del 100% delle spese effettivamente sostenute.

Come presentare la domanda

Le domande devono essere inviate esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma ReStart di InfoCamere. L’accesso avviene tramite SPID, Carta Nazionale dei Servizi o Carta d’Identità Elettronica.

Il pre-caricamento della documentazione è previsto a partire dalle ore 10:00 dell’8 luglio 2026. L’invio definitivo delle domande è previsto dalle ore 10:00 del 30 settembre 2026 alle ore 12:00 del 7 ottobre 2026.

È inoltre necessario presentare un report Self i4.0 sulla maturità digitale dell’impresa, effettuato nei tre mesi precedenti alla domanda.

Come vengono valutate le richieste

La misura prevede una procedura valutativa a sportello. Le domande vengono esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

La Camera di Commercio verifica la completezza formale della documentazione, il possesso dei requisiti, la coerenza del progetto con le finalità del bando, l’ammissibilità delle tecnologie e la qualificazione dei fornitori.

In caso di esito positivo, il procedimento dovrebbe concludersi con il provvedimento di concessione entro 90 giorni dalla presentazione della domanda.

Le domande ammissibili che non trovano copertura finanziaria possono essere inserite in una lista di riserva e successivamente finanziate in presenza di rinunce, revoche o nuove risorse.

Rendicontazione e liquidazione del voucher

Il contributo viene liquidato in un’unica soluzione, dopo la conclusione del progetto e la verifica della documentazione finale.

La rendicontazione deve essere trasmessa attraverso la piattaforma ReStart entro nove mesi dalla pubblicazione del provvedimento di concessione.

L’impresa deve presentare il Modello R, una relazione tecnica finale, il prospetto analitico delle spese, le fatture, le prove dei pagamenti e gli output che documentano le attività realizzate. A seconda della natura del progetto, gli output possono comprendere audit, diagnosi energetiche, piani di sviluppo, documenti di certificazione, relazioni ESG, analisi LCA, report sulla circolarità, attestati formativi e altra documentazione tecnica.

Le fatture devono contenere una descrizione precisa delle forniture e il codice CUP assegnato al progetto. Qualora il CUP non fosse disponibile al momento dell’emissione, la fattura deve essere successivamente regolarizzata secondo le modalità previste.

Al termine degli investimenti l’impresa deve ripetere l’assessment Self i4.0. Per gli interventi con impatto sostenibile è richiesto anche il report SUSTAINability o un diverso strumento di valutazione indicato dalla Camera di Commercio.

Perché valutare il Voucher Doppia Transizione

Il Voucher Doppia Transizione rappresenta un’opportunità per le imprese marchigiane che intendono integrare digitalizzazione e sostenibilità all’interno di un unico progetto di sviluppo.

La misura non finanzia soltanto l’acquisto di tecnologie, ma consente di affiancare agli investimenti strumenti di analisi, progettazione, formazione e certificazione. L’impresa può quindi intervenire contemporaneamente sull’organizzazione interna, sui consumi, sulla gestione dei dati, sulla sicurezza, sulle competenze e sulla misurazione delle proprie prestazioni ambientali e sociali.

La procedura a sportello rende particolarmente importante la preparazione anticipata della domanda. La disponibilità dei preventivi, la corretta individuazione dei fornitori, la definizione degli obiettivi e la coerenza tra attività, spese e risultati attesi possono incidere direttamente sull’ammissibilità del progetto.

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