Autoimpiego Centro-Nord: contributi a fondo perduto per investimenti fino a 200.000 euro per gli under 35
Un opportunità importante per i giovani che intendono avviare un’attività imprenditoriale, professionale o di lavoro autonomo nelle regioni del Centro-Nord.
L’incentivo Autoimpiego Centro-Nord sostiene la nascita di nuove iniziative economiche in Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche.
La misura è finanziata dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro FSE+ 2021-2027, di competenza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ed è gestita da Invitalia. La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 219,6 milioni di euro.
Sono previste agevolazioni interamente a fondo perduto, attraverso voucher fino a 40.000 euro oppure contributi che possono coprire fino al 65% dei programmi di investimento.
Obiettivi del bando
Autoimpiego Centro-Nord nasce con l’obiettivo di favorire l’inserimento lavorativo dei giovani attraverso la creazione di nuove attività economiche.
La misura punta a sostenere percorsi di autoimpiego, imprenditorialità e libera professione, offrendo un contributo concreto ai giovani che si trovano in condizioni di inattività, inoccupazione o disoccupazione oppure che, pur lavorando, percepiscono redditi particolarmente contenuti.
L’intervento non riguarda soltanto la costituzione di imprese tradizionali. Possono essere sostenuti anche studi professionali, attività autonome, società tra professionisti e iniziative organizzate in forma societaria.
Oltre agli incentivi economici, i progetti ammessi possono beneficiare di servizi di tutoraggio tecnico e gestionale, finalizzati ad accompagnare i beneficiari durante l’avvio dell’attività e la rendicontazione degli investimenti.
Soggetti beneficiari
Possono accedere alle agevolazioni i giovani che, alla data di avvio dell’iniziativa economica, abbiano un’età compresa tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti.
I richiedenti devono inoltre trovarsi in almeno una delle condizioni previste dalla misura. Possono presentare domanda i giovani inoccupati, inattivi o disoccupati, i destinatari del Programma GOL, Garanzia di occupabilità dei lavoratori, e i lavoratori cosiddetti working poor.
Per working poor si intendono i lavoratori dipendenti o autonomi il cui reddito determina un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni previste dalla normativa fiscale.
Un ulteriore requisito riguarda le attività precedentemente esercitate. Nei sei mesi antecedenti la presentazione della domanda, il richiedente non deve essere stato socio o titolare di un’attività con codice ATECO coincidente, fino alla terza cifra, con quello della nuova iniziativa per la quale richiede le agevolazioni.
Forme giuridiche ammissibili
Le nuove iniziative economiche possono essere avviate in forma di lavoro autonomo, libera professione, impresa individuale, società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società a responsabilità limitata, società a responsabilità limitata semplificata, società cooperativa o società tra professionisti.
Nelle iniziative costituite in forma societaria possono partecipare anche soggetti che non possiedono i requisiti previsti dalla misura.
L’amministrazione e il controllo della società devono però rimanere in capo ai giovani in possesso dei requisiti, dalla data di avvio dell’iniziativa e per i tre anni successivi alla conclusione del progetto. In particolare, tali soggetti devono detenere almeno il 50% più un euro delle quote sociali e rappresentare la maggioranza dell’organo amministrativo.
Sono ammissibili anche iniziative economiche avviate nel mese precedente la presentazione della domanda, purché risultino inattive alla data di trasmissione della richiesta di agevolazione.
Territori interessati
L’attività deve essere localizzata in una delle regioni del Centro-Nord ammesse alla misura, cioè Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche.
Per le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia è invece prevista la misura distinta denominata Resto al Sud 2.0.
Settori e attività finanziabili
Autoimpiego Centro-Nord finanzia nuove iniziative economiche appartenenti a numerosi settori.
Possono essere agevolate le attività industriali e artigianali, le attività di trasformazione dei prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura, i servizi rivolti alle persone e alle imprese, le attività turistiche, le attività commerciali e le attività libero-professionali, esercitate individualmente o in forma societaria.
Sono escluse le attività di produzione primaria nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura.
La misura può quindi sostenere sia iniziative caratterizzate da investimenti in macchinari e attrezzature, sia attività professionali, commerciali, digitali, turistiche e di servizi.
Importo delle agevolazioni
Le agevolazioni possono essere richieste attraverso due differenti strumenti: il voucher a fondo perduto oppure il contributo per programmi di investimento.
Voucher a fondo perduto
Per i programmi di minore dimensione è previsto un voucher a fondo perduto fino a 30.000 euro.
Il voucher può essere elevato fino a 40.000 euro quando viene espressamente richiesta la maggiorazione e ricorre almeno una delle condizioni previste dalla misura.
La maggiorazione di 10.000 euro può essere riconosciuta quando almeno il 20% delle spese ammesse riguarda beni, servizi o soluzioni innovative sotto il profilo tecnologico e digitale oppure investimenti destinati alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico.
La maggiorazione può essere ottenuta anche attraverso determinate consulenze tecnico-specialistiche prestate da Enti del Terzo Settore iscritti al Registro unico nazionale del Terzo Settore, nel rispetto delle condizioni stabilite da Invitalia.
Contributo per programmi di investimento
Per progetti di dimensione superiore è previsto un contributo a fondo perduto pari al 65% per programmi di investimento di importo non superiore a 120.000 euro.
Per i programmi di importo superiore a 120.000 euro e fino a 200.000 euro, il contributo a fondo perduto è invece pari al 60%.
Nel primo caso, considerando un programma di spesa pari a 120.000 euro, il contributo può raggiungere 78.000 euro.
Nel secondo caso, per un programma di investimento pari a 200.000 euro, il contributo può raggiungere 120.000 euro.
La parte dell’investimento non coperta dall’agevolazione deve essere sostenuta dal beneficiario attraverso risorse proprie o altre fonti finanziarie ammissibili.
Spese ammissibili
Le agevolazioni possono finanziare le spese direttamente collegate all’avvio e allo sviluppo della nuova iniziativa economica.
Sono ammissibili le spese per macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica, programmi informatici, licenze d’uso software, servizi per le tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni, progettazione e sviluppo di software applicativi, realizzazione di piattaforme digitali e applicazioni, acquisizione di competenze per lo sviluppo di prodotti, servizi e processi ad alto contenuto tecnologico, progettazione e sviluppo di portali web promozionali, realizzazione del visual brand e del digital brand, ideazione di marchi e denominazioni e determinate consulenze tecnico-specialistiche prestate da Enti del Terzo Settore.
Nell’ambito del contributo per programmi di investimento sono ammissibili anche le opere edili relative a interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria, entro il limite del 50% delle spese complessivamente ammesse.
Le consulenze tecnico-specialistiche prestate dagli Enti del Terzo Settore possono rappresentare fino al 30% delle spese ammesse e devono riguardare attività quali lo sviluppo di soluzioni innovative, la realizzazione di prototipi o l’acquisizione di certificazioni ambientali ed energetiche.
L’acquisto di automezzi può essere ammesso esclusivamente quando il mezzo risulta strettamente necessario alla produzione dei beni o all’erogazione dei servizi previsti dal progetto. Non è invece ammesso per attività di consulenza o per le libere professioni.
I beni devono essere nuovi di fabbrica e devono essere destinati esclusivamente all’attività agevolata.
Spese escluse
Non sono ammissibili le spese relative all’acquisto di terreni e immobili, alle consulenze per la predisposizione della domanda di agevolazione, alle consulenze legali, fiscali e tributarie, alle materie prime e ai semilavorati, al personale, alle utenze, ai canoni di locazione, alle consulenze non tecnico-specialistiche, al leasing e all’acquisto di beni usati.
Non sono inoltre ammesse le spese sostenute prima della presentazione della domanda.
Il progetto di investimento deve essere avviato successivamente alla trasmissione della richiesta di agevolazione. Di conseguenza, i titoli di spesa devono avere una data successiva a quella di presentazione della domanda.
L’IVA può essere considerata ammissibile esclusivamente quando non risulta recuperabile secondo la normativa nazionale.
Vincoli sugli investimenti
I beni acquistati attraverso le agevolazioni devono rimanere destinati all’attività finanziata.
Non possono essere trasferiti dalla sede aziendale, venduti o utilizzati per finalità differenti nei tre anni successivi al completamento del programma di spesa.
Il beneficiario deve quindi programmare gli investimenti considerando non soltanto la loro ammissibilità iniziale, ma anche il mantenimento dei beni e dell’attività per il periodo previsto dalla misura.
Presentazione e valutazione della domanda
Autoimpiego Centro-Nord è un incentivo a sportello e non prevede la formazione di una graduatoria.
Le domande possono essere presentate fino alla disponibilità delle risorse finanziarie e vengono esaminate in base all’ordine cronologico di trasmissione.
La richiesta deve essere inviata esclusivamente online attraverso l’area personale del sito Invitalia.
Per accedere alla procedura sono necessari un’identità digitale SPID, CIE o CNS, una firma digitale, un indirizzo di posta elettronica certificata, la domanda compilata e sottoscritta digitalmente, il piano d’impresa e la documentazione prevista per la specifica forma giuridica.
La compilazione può essere effettuata anche da un delegato individuato durante la registrazione dell’iniziativa. L’invio definitivo deve però essere eseguito dal titolare o dal legale rappresentante.
Al termine della procedura viene rilasciata un’attestazione contenente il protocollo, la data e l’orario di presentazione.
Invitalia esamina le richieste entro 90 giorni, seguendo l’ordine cronologico di arrivo e nei limiti delle risorse disponibili.
Perché cogliere questa opportunità
Autoimpiego Centro-Nord rappresenta un’opportunità rilevante per i giovani che vogliono trasformare un progetto professionale o imprenditoriale in una nuova attività economica.
La presenza di contributi interamente a fondo perduto consente di ridurre il capitale iniziale necessario per acquistare attrezzature, realizzare soluzioni digitali, ristrutturare gli spazi operativi o sviluppare l’identità commerciale della nuova iniziativa.
Il voucher può risultare particolarmente adatto alle attività autonome, professionali e di servizi che richiedono investimenti iniziali contenuti.
Il contributo sui programmi fino a 200.000 euro può invece sostenere progetti più strutturati, caratterizzati dall’acquisto di impianti, macchinari, arredi, software e dalla realizzazione di interventi sulla sede operativa.
La procedura a sportello rende importante predisporre anticipatamente il piano d’impresa e la documentazione richiesta. Le domande vengono infatti valutate secondo l’ordine cronologico e possono essere presentate soltanto fino a quando risultano disponibili le risorse finanziarie.
Conclusione
Autoimpiego Centro-Nord sostiene i giovani under 35 che intendono avviare una nuova impresa, un’attività autonoma o uno studio professionale nelle regioni del Centro-Nord.
La misura mette a disposizione voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro e contributi fino al 65% per programmi di investimento che possono raggiungere 200.000 euro.
Le domande devono essere presentate esclusivamente online tramite l’area personale di Invitalia. Non è prevista una scadenza prestabilita, poiché lo sportello rimane attivo fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
Prima di presentare la domanda è fondamentale verificare attentamente il possesso dei requisiti personali, la corretta classificazione ATECO dell’attività, l’ammissibilità delle spese e la sostenibilità economica e finanziaria del progetto.

